Il comparto edile è responsabile di circa il 40% dell’inquinamento atmosferico causato dall’uomo, motivo sufficiente per ritenere obsoleto il modello energetico territoriale esistente e necessario un cambio radicale di paradigma.
Il nostro tempo ci dice altresì che le persone vivono in un contesto urbano molto spesso anonimo e incapace di trasmettere loro un reale benessere sociale e personale.
Dalle risoluzioni dell’ONU sui Sustainable Development Goals, alle direttive europee fino ai singoli recepimenti nazionale e regionali, ci sono già tutti i presupposti per elaborare nuove strategie di efficienza energetica negli edifici associate ad un modello di integrazione sociale urbana.
Ricordiamo per esempio che tra gli obiettivi posti dal Consiglio Europeo (-40% di gas serra, +32% di Energie Rinnovabili, -32,5% Consumo Energia Primaria) da raggiungere entro il 2030 c’è il mantenimento della temperatura globale al di sotto dei 2°C come previsto dalla conferenza mondiale di Parigi COP 21.